CONTRO LO SGOMBERO DEL BANC EXPROPRIAT (ottobre 2014)

Il BANC EXPROPIAT, come dice il suo nome in catalano, è un’ex sede bancaria che è stata espropriata, in questo caso occupata tre anni fa nel quartiere barcellonese di Gràcia. Da allora si è convertita passo dopo passo in un spazio di riferimento tanto nella zona, come nel resto della città.

Il sostegno e la simpatia del vicinato si è fatto sentire fin dal primo momento, ed infatti tutte le infrastrutture del centro sociale, mobili, elettrodomestici, etc sono stati portati e regalati dai vicini del quartiere. La sua posizione tra un mercato, una biblioteca e una piazza centrale del quartiere, ha permesso una facile e rapida diffusione dello spazio e delle sue attività.

L’essere una succursale bancaria abbandonata oggetto di espropriazione e l’avere delle vetrine trasparenti al posto delle pareti, hanno facilitato l’avvicinamento e la simpatia di gente con cui normalmente è difficile entrare in contatto.

Come qualsiasi spazio con queste caratteristiche, il suo funzionamento é assembleario e nessuno riceve retribuzione per le attività che vi si svolgono.

La sua particolarità é che tutti questi fattori ci hanno permesso di raggiungere sempre piú persone e il fatto che lo spazio sia politicamente plurale e che quindi nessuna area politica se ne sia potuto appropriare, non ha impedito la creazione di chiare basi per il progetto: Sostegno alla lotta anticapitalista tramite l’autorganizzazione. Con le nostre contraddizioni e errori abbiamo cercato di creare uno spazio dove la creazione di una comunità di lotta fosse basata sulla sua stessa autonomia, ovvero nella sua organizzazione fuori e contro il sistema che vuole combattere.

Queste basi sono terrreno fertile in cui piano piano vogliamo construire una rete di mutuo soccorso.

Al contrario di altre esperienze in cui un gruppo di militanti crea un’assemblea e a partire da questa organizza la sua azione, nel Banc Expropiat questa rete é stata la conseguenza di diversi progetti concreti, che si occupano di necessità concrete: Il gruppo per l’emergenza abitativa e per il diritto alla città (Grup d’Habitatge i Espai Públic), la “rete alimentare” (Xarxa d’Aliments in cui, d’accordo con cooperative e piccoli negozi locali, si ricicla l’eccedenza alimentare e la si condivide con tutti i membri della rete), la rete di interscambio (Xarxa d’Intercanvi de Gràcia che organizza il mercatino del baratto nel quartiere. Tutti questi progetti interagiscono in maniera constante grazie alla condivisione dello stesso tetto. Collegando i fili dispersi si puó cominciare a parlare di una possibile comunità e solo a partire da una comunità possiamo parlare di sostegno reciproco tra chi ne fa parte.

Aprendo lo spazio dal lunedí al venerdí in questi tre anni, il Banc è diventato un punto di ritrovo pomeridiano per i vicini del quartiere di tutte le età. Passare per il Banc non perché hai un’assemblea o un’attività, ma per vedere “la tua gente”, ci ha permesso di stringere sempre di piú i rapporti personali e costruire una collettività grazie alla quale possiamo dire, con umiltà, che la rete di mutuo soccorso comincia a prendre forma e consistenza. É difficile spiegarlo. Nonostante le nostre buone intenzioni comunicative ci sono cose che bisogna vivere per poterne sperimentare il significato.

Dopo 3 anni di vita del Banc, le idee si estendono per la città e adesso sono 7 le ex-succursali bancarie occupate a Barcellona che funzionano da centri sociali in diversi quartieri.

Una campagna contro una banca.

Circa un anno e mezzo fa Catalunya Caixa, quarta banca spagnola per importanza, riscattata recentemente dallo Stato con piú di un miliardo di euro di soldi pubblici e allora proprietaria del locale del Banc Expropiat, ha iniziato a minacciare di voler sgomberare l’immobile.

Da quel momento è iniziata la campagna di sostegno al Banc con un unico obbiettivo finale: “che Catalunya Caixa ritiri la denuncia”. Le azioni in solidarietà organizzate in maniera autonoma (raccolte nel blog ambamor.wordpress.com) si sono fatte sentire nel quartiere ed in tutta la città e si sono particolarizzate per la loro diversità: cartelli e decorazioni sulle sedi di Catalunya Caixa, picchetti davanti alle sedi bancarie, sabotaggi, colazioni e volantinaggi davanti alle porte della banca, manifesti sulle vetrine, sanzionamenti, invio massivo di fax,…

Sono moltissime le persone che hanno dimostrato anonimamente il loro amore verso il Banc, ognuno portando il proprio granello di sabbia nel modo che riteneva più opportuno, tutti con un unico filo conduttore “Se ragionano solo per il guadagno gli parleremo di perdite”.

Sarà per la complicata situazione finanziaria della banca (dopo essere stata riscattata due volte dallo Stato è rimasta in vendita per ben un anno senza che nessuno la volesse aquisire), sarà grazie alle azioni in solidarietà con il Banc (qui il video riassuntivo), sta di fatto che Catalunya Caixa ha chiesto per ben due volte la sospensione del processo giudiziario sullo sgombero.

Lo scorso aprile 2014 Catalunya Caixa ha deciso di mettere fine ai suoi problemi e ha venduto per 4 soldi il locale che ospita il progetto del Banc a Manuel Bravo Solano, speculatore del settore immobiliare.

La famiglia Bravo Solano si trova invischiata in una trama poco chiara di imprese collegate tra loro sia per le loro attività che per i loro membri (le stesse persone occupano incarichi diversi in diverse imprese, con un unica sede nella parte alta della città e decine di altre imprese fantasma). È evidente che una campagna contro una banca che ha sedi in tutto il Paese è molto piú facile che contro un’impresa fantasma.

Situazione attuale.

Il processo contro il Banc si é svolto lo scorso 2 Luglio e, come c’era da aspettarsi, ha imposto la liberazione volontaria dell’immobile entro il 13 ottobre. Noi però non abbiamo nessuna intenzione di andarcene. Una volta passata questa data, il tribunale dovrà stabilire un’altra data in cui sarà la polizia antisommossa l’incaricata di buttarci fuori con la forza.

Sarà un autunno caldo, tenendo in conto che lo scorso Maggio c’é stato un tentativo fallito di sgombero del centro sociale Canvies (articolo su dinamopress) occupato da oltre 17 anni. In quell’occasione la protesta di strada, partecipata ed incisiva, a Barcellona e in tutta la Catalogna per piú di una settimana ha fatto perdere il controllo ai mossos d’esquadra [Reparto corrispondente alla celere, operante solo in Catalogna. ndt], hanno provocato la marcia indietro del Comune sullo sgombero e ci hanno regalato una grande vittoria.

Ora ci stiamo preparando per resistere attivamente allo sgombero previsto per fine ottobre e vogliamo far arrivare la voce del Banc fino alla vicina Italia.

Abbiamo bisogno del vostro appoggio e della vostra diffusione!Inviate le vostre iniziative solidarie a elbanc@riseup.net

La solidarietà è la nostra arma migliore!

Difendiamo i centri sociali occupati e autogestiti!

Difendiamo il Banc Expropiat, resisteremo!

Pagina web del Banc Expropiat: https://bancexpropiatgracia.wordpress.com/

video sottotitolati: Il Banc Expropiat è di chi l’utilizza: https://vimeo.com/99287343

il Banc è mutuo soccorso: https://vimeo.com/99981374

il Banc Expropiat siamo noi https://vimeo.com/100991316